PIROUETTE – Gennaio 2014

(traduzioni a cura di Alessandra Leone – Biella)

 

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Un impegno gravoso per l’ex campione tedesco di pattinaggio Norbert Schramm nel corso della presentazione di “Holiday on ice”

Editoriale a cura di Guido Dobbratz

 

Era il 1943 quando nella cittadina americana di Toledo, nell’Ohio, veniva presentato il primo spettacolo di “Holiday on Ice” che avrebbe avuto un’immediata risonanza mondiale negli anni a venire. A settant’anni di distanza, l’anniversario di questo spettacolo, seguito e applaudito dagli appassionati del pattinaggio artistico di tutto il mondo, si è festeggiato nella città tedesca di Stoccarda.

Più che un esperimento artistico, “Holiday on Ice” rappresenta una storia di grande successo nel panorama dello spettacolo in generale ma, ancor più, in quello del pattinaggio di figura e delle scelte musicali e coreografiche, che sono nel contempo primo piano e sfondo della rappresentazione artistica. Nell’arco della sua lunga esistenza, “Holiday on Ice” ha registrato 55000 rappresentazioni, ed è stato seguito da 325 milioni di spettatori, sovrapponendosi in tal modo ad altri famosi spettacoli del pattinaggio di figura come la “Wiener Eisrevue” in Europa o la “Ice Capades” negli Stati Uniti.

Per ben settant’anni il modello di successo di “Holiday on Ice” è rimasto lo stesso: una scenografia brillante e scintillante, un’accurata scelta musicale e costumi mozzafiato. Un esempio ci è dato dall’artista Marika Kilius che nel 1997 indossò un raffinatissimo abito di Christian Dior, o da Rudolph Mooshammer che nel 2003 fece sfoggio di uno spettacolare costume tempestato di diamanti, trasformando così lo spettacolo in una grande festa di fantasie e di colori.

A presentare lo show è stato chiamato Norbert Schramm, indiscusso re tedesco delle pirouettes, accompagnato da altre personalità di spicco nel panorama tedesco del pattinaggio, quali Tina Riegel e Andreas Nischwitz.

E’ però proprio su Norbert Schramm che viene focalizzata l’attenzione. L’atleta, ora cinquantatreenne, è stato due volte campione d’Europa, e per poco non si è conquistato anche il titolo di campione del mondo.

La sua vita corre oggi di pari passo con la sua grande passione, il pattinaggio artistico, ed è proprio in occasione dell’anniversario di “Holiday on Ice” che Schramm ha avuto l’opportunità di salire nuovamente sul podio in qualità di presentatore, diventando per una volta ancora protagonista dello spettacolo e godendo nel contempo di tutto l’affetto dei suoi fans.

A ricordare le qualità artistiche del grande pattinatore tedesco, e ad avvalorare un evento così speciale, “Holiday on Ice” ha presentato uno spettacolo sorprendente in cui si è potuto rivivere l’atmosfera artistica e musicale degli anni Quaranta, e in cui si sono alternati lo Swing e il Gospel, il balletto del Moulin Rouge con il walzer viennese e la samba brasiliana.

Uno spettacolo che è stato infine salutato con colorati fuochi d’artificio e con una appetitosa megatorta.

 

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Katarina Witt elogia la personalità di Mandela

Articolo di Klaus-Reinhold Kany

 

Katarina Witt, come molti altri atleti, ha reso omaggio alla personalità di Nelson Mandela ricordandolo con queste parole, rese pubbliche sulla sua pagina facebook. “Nel luogo in cui ora mi trovo, il Qatar, sento ancora l’eco della parole di Mandela quando affermava che lo sport ha il potere di cambiare il mondo e di unire gli uomini gli uni agli altri. Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente Nelson Mandela, una tra le poche personalità al mondo che mi ha affascinata per il suo straordinario carisma, per il suo fascino morale e per la sua profonda bontà d’animo”.

 

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Barack Obama nomina come membro del team americano a Sochi l’ex campione olimpionico Brian Boitano.

Articolo a cura di Klaus-Reinhold Kany

 

Negli Stati Uniti, molto più che in Europa, si è continuato a discutere sul rapporto che poteva intercorrere tra i giochi olimpici di Sochi e la questione dei diritti umani in Russia, ponendo in particolare l’attenzione sul trattamento discriminante che avrebbero potuto subire gli atleti omosessuali.

Molti politici, tra i quali i  Presidenti di Germania, Francia e Stati Uniti, avevano infatti espresso delle riserve sulla loro presenza a Sochi; ma è stato proprio il Presidente USA, Barack Obama, a dare un segno tangibile alla Federazione Russa proprio in merito a queste argomentazioni.

Barack Obama ha così nominato come membri del team americano a Sochi anche tre atleti dichiaratamente omosessuali: l’ex tennista Billie-Jean king, la giocatrice di hockey sul ghiaccio Caitlin Cahow e l’ex campione olimpionico Brian Boitano. E’ proprio in occasione dei giochi che Boitano ha dichiarato che il suo essere omosessuale è soltanto una parte della sua natura, la quale comprende molti altri aspetti della vita e del suo rapporto con le persone e con il mondo.

Se queste dichiarazioni potevano essere considerate come un avvertimento per la Russia a non discriminare gli atleti omosessuali, nel corso dei giochi, come da regolamento, non è tuttavia possibile fare alcun tipo di propaganda, motivo per cui il bilancio dei giochi stessi in merito alle provocazioni di Obama, lo si potrà fare solo al termine delle Olimpiadi.

 

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Una bambina prodigio dopo l’altra

Articolo a cura di Tatjana Flade

 

In nessun’altra disciplina, se non in quella del pattinaggio, è più evidente, soprattutto in questo periodo, la forza delle atlete russe ancora adolescenti.

La Federazione Russa ha potuto infatti classificare quattro giovanissime atlete per Fukuoka: la giovane moscovita Maria Sotskova, che convince con la sua tecnica solida e severa, presentando brani della portata di campioni quali Savchenko/Szolkowy; la tredicenne Serafima Sakhanovich di San Pietroburgo, di indiscussa eleganza; la quattordicenne Evgenia Medvedeva, forte di fisico e di mente, nonostante alcune défaillances, e la moscovita Alexandra Proklova, così giovane e minuta da far dubitare che possa essere davvero una delle atlete migliori del pattinaggio russo juniores.

Alle allenatrici Alina Pisarenko, Svetlana Panova e Eteri Tutberidze va il compito di porre le basi per il successo delle giovani russe sull’arena nazionale e internazionale.

 

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A Dortmund Klaus-Reinhold Kany si rammarica per l’assenza delle coppie migliori del pattinaggio nel corso del NRW Trophy di pattinaggio artistico.

Articolo di Klaus-Reinhold Kany

 

La seconda competizione del NRW Trophy del 2013 ha avuto un minore successo e minori performances rispetto a quella del 2012 per l’assenza di atleti di risonanza mondiale quali Yuna Kim o la coppia Savchenko / Szolkowy. Il numero di spettatori, rispetto all’anno precedente, era molto esiguo, e le stesse competizioni, che generalmente proseguivano fino a tarda sera, alle 21.00 erano già terminate. Tuttavia, per centinaia di atleti, dai pattinatori in erba fino ai campioni, il Trophy è stata un’occasione per assaporare un’atmosfera internazionale.

A ben vedere, i motivi che hanno ridotto la presenza di molti atleti e, conseguentemente, di un numero maggiore di spettatori, non sono da ricercare nella mancanza di interesse nel pattinaggio, ma sono ragioni ben più pratiche legate a problemi di varia natura. Tra questi si possono evidenziare difficoltà legate ai tempi per ottenere i visti d’ingresso, ai costi da sostenere per partecipare alle competizioni che, a volte, per la mancata presenza degli atleti, non vengono più rimborsati, e ancora a problemi di natura relazionale tra gli organizzatori e gli atleti.

E’ per questi motivi che il NRW Trophy del 2013 non ha avuto il successo sperato; un motivo per il quale il responsabile organizzativo Frieder Dieck ha evidenziato la necessità di un veloce miglioramento del NRW Trophy e, ove non fosse possibile, la possibilità di ricercare qualcosa di nuovo e avvincente. Sarebbe fondamentale, secondo Dieck, organizzare la competizione presentando un numero maggiore di eventi a carattere ricreativo, attrarre i pattinatori migliori non solo dall’Europa, ma anche e soprattutto dall’America del Nord e dall’Asia, svolgere una migliore attività pubblicitaria per essere maggiormente riconosciuti e in seguito apprezzati. Tutto sommato, la proverbiale organizzazione tedesca dovrebbe essere, anche in questo campo, un buon biglietto da visita per fare di questo Trophy in declino un evento di più ampio respiro nazionale e internazionale.

 

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Akiko Suzuki e Yuzuru Hanyu vincono in Giappone

Articolo a cura di Tatjana Flade

 

Con le sue due sorprendenti performances, Akiko Suzuki ha conquistato i campionati giapponesi, insieme a Yuzuru Hanyu, ottenendo un punteggio di 215 punti. Importante è anche sottolineare la presenza di altri atleti giapponesi che, proprio nella terra del Sol Levante, tengono alto il valore e l’interesse del pattinaggio. Si tratta di Kanako Murakami, vincitore, ai campionati, della medaglia d’argento, Mao Asada che si è conquistata il terzo posto, Tatsuki Machida, Takahiko Kozuka, Nobunari Oda, Daisuke Takahashi nominato, così come Hanyu, per i giochi di Sochi e per i campionati del mondo. Sono proprio questi gli atleti che stanno suscitando un enorme interesse nell’arena internazionale, e il Palaghiaccio di Saitama, in cui si terranno i campionati mondiali di pattinaggio nel 2014, ha potuto così dare lustro di sé con i suoi 18000 spettatori e con la compiacenza dei mass media, che hanno potuto in tal modo pubblicizzare non solo il campionato ma anche il team olimpionico giapponese.

 

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Evgeni Plushenko perde in Russia e dà battaglia per il suo riconoscimento alla partecipazione ai giochi olimpici di Sochi.

Servizio da Sochi di Tatjana Flade

 

Sei settimane prima dell’apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Sochi, hanno avuto luogo i campionati russi di pattinaggio, considerati un banco di prova per le successive competizioni olimpiche. Già in quell’occasione, l’inattesa sconfitta di Evgeni Plushenko, in competizione con Maxim Kovtun, aveva fatto sorgere la domanda su chi avrebbe dato il via alle Olimpiadi. Anche se il comitato olimpico russo avrebbe deciso la formazione del team olimpionico solo dopo i risultati dei campionati europei, nessun dubbio tuttavia c’e’ stato per la partecipazione di Plushenko alla sua quarta Olimpiade, pur non avendo lui stesso preso parte ai campionati europei volendo risparmiare tutte le sue energie proprio per Sochi. Come ha affermato l’allenatore di Plushenko, Alexei Mishin, il grande atleta voleva nuovamente mettere alla prova la sua abilità di campione olimpionico ed esprimere il meglio di sé di fronte al pubblico mondiale e, in particolar modo, di fronte al Presidente Vladimir Putin che era sicuro lo avrebbe visto proprio a Sochi.

Evgenij Plushenko rappresenta senz’ombra di dubbio il più famoso ed amato pattinatore russo, ciò nonostante, secondo le valutazioni del direttore generale del Comitato Olimpico Russo, Valentin Pisarev, sarebbe proprio Maxim Kovtun il candidato numero uno per la vittoria a Sochi.

 

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I campionati italiani vedono protagonisti Stefania Berton e Ondrej Hotarek

Articolo a  cura di Klaus-Reinhold Kany

 

Da qualche anno i campionati italiani di pattinaggio si tengono, poco prima delle feste natalizie, nel Palaghiaccio della graziosa cittadina di Merano, che ha visto protagonisti Stefania Berton e Ondrej Hotarek. Anche se gli atleti italiani di questa disciplina non sono numerosi, i loro successi, se si pensa anche solo a Carolina Kostner, sono indiscussi, e l’Italia ha senza dubbio la capacità di conquistarsi, nelle categorie del pattinaggio, delle preziose medaglie nell’ambito dei campionati europei, così come a Sochi.

Da rendere nota è inoltre la differenza (da considerarsi senza mezzi termini discriminazione n.d.t.) tra i campionati tedeschi e quelli italiani, i cui atleti sono stati sottoposti a controlli antidoping al termine delle loro performances.

 

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Bellissima la performance della coppia Cappellini / Lanotte

Articolo a cura di Klaus-Reinhold Kany

 

In un’atmosfera rilassata e molto favorevole, Anna Cappellini e Luca Lanotte hanno presentato i loro programmi danzando, con slancio allegro e vivace, sulle note del musical “42 Street” e ottenendo, in questa loro performance, un punteggio pari a 9,1. Bellissima e perfetta è stata anche la presentazione dell’ouverture del “Barbiere di Siviglia”: una performance considerata tra le migliori dagli stessi protagonisti che si sono detti soddisfatti per aver ricevuto giudizi molto positivi dalla critica.

 

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Berton / Hotarek vogliono ottenere 200 punti

Articolo a cura di Klaus-Reinhold Kany

 

La coppia vincente formata da Stefania Berton e Ondrej Otarek può considerarsi soddisfatta e felice per la perfetta performance, presentata nel corso dei campionati italiani di Merano, nei quali hanno conseguito 203 punti.

Ma è a livello internazionale che la coppia di pattinatori si è imposta come meta il raggiungimento di 200 punti.

Entrambi sono consapevoli delle loro peculiarità acrobatiche, e vorrebbero che tutti gli spettatori, insieme ai loro affezionati fans, si ricordassero di loro. Continueranno certamente a pattinare anche nel 2014, nell’augurio di vincere i campionati europei e, chissà, anche i campionati mondiali di pattinaggio.

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