Pirouette – Dicembre 2013

 

La preziosa opera di traduzione della signorina Alessandra Leone ci permette di seguire dalle pagine di alcuni numeri a questa parte della rivista germanica l’ideale fil rouge che lega le vicende antitetiche dei movimenti del pattinaggio di figura Occidentale ed Asiatico. Da Berlino: I campionati berlinesi di pattinaggio, simboleggiati dal grande orso, mascotte della città di Berlino, rappresentano una tradizionale competizione del pattinaggio artistico tedesco. Nello stadio Erika-Hess di Berlino però, gli spettatori sono sempre di meno, a causa dello scarso interesse verso questa disciplina, della mancanza di pubblicità e dell’enorme offerta di attività ricreative che offre la capitale tedesca”. Da Tokyo: Il Giappone è considerato la terra promessa dei pattinatori su ghiaccio e gli atleti, nel corso delle loro tournées, esprimono sempre di più il loro apprezzamento per il Paese del Sol Levante. Ad avvalorare questa affermazione c’e’ il pubblico che, con la sua presenza, occupa pienamente i Palazzetti dello Sport, ci sono i fans che tifano non solo per i loro favoriti, ma anche per tutti gli altri atleti, e c’è una perfetta organizzazione. Il NHK Trophy di Tokio, svoltosi nel Yoyogi Nationalstadion, ha avuto infatti un grande successo con una presenza di pubblico che superava i 27000 spettatori”.

 

 

 Pag. 13

Il giapponese Daisuke Takahasi annuncia il suo ritorno

Articolo a cura di Tatjana Flade

 

Il Giappone è considerato la terra promessa dei pattinatori su ghiaccio e gli atleti, nel corso delle loro tournées, esprimono sempre di più il loro apprezzamento per il Paese del Sol Levante. Ad avvalorare questa affermazione c’e’ il pubblico che, con la sua presenza, occupa pienamente i Palazzetti dello Sport, ci sono i fans che tifano non solo per i loro favoriti, ma anche per tutti gli altri atleti, e c’è una perfetta organizzazione.

Il NHK Trophy di Tokio, svoltosi nel Yoyogi Nationalstadion, ha avuto infatti un grande successo con una presenza di pubblico che superava i 27000 spettatori.

A rendere più avvincente gli spettacoli c’erano Mao Asada e Daisuke Takahasi. Dopo aver ottenuto “solo” il quarto posto nei campionati di Skate America con una performance, a suo avviso, piuttosto debole, Daisuke Takahasi si è consultato con il suo team e ha potuto riflettere su quelle che erano le sue prerogative di successo e su quello che lui stesso, in futuro, avrebbe potuto effettivamente fare. Ha vissuto così una nuova rinascita e un nuovo inizio, supportato da spettacolari performance e da prove artisticamente più che convincenti con le quali ha ottenuto ben 95,55 punti.

 

Pag. 22

Bilancio del Grand Prix

Articolo a cura di Klaus-Reinhold Kany

 

Anche nel Grand Prix del 2013 sono stati raggiunti alcuni record mondiali non senza sorprese. Pur indugiando ad utilizzare il termine “record mondiale” a causa, a volte, della difficoltà a comparare le gare e le migliori performance degli atleti, il termine, nell’opinione pubblica, è tuttavia necessario per classificare le diverse prestazioni e per rendere noti i vari elementi della disciplina del pattinaggio artistico su ghiaccio.

Tenendo così conto dei parametri utilizzati per classificare le prestazioni degli atleti, metri e misure che non sono certamente noti al grande pubblico, si può solamente accettare, peraltro di buon grado, le classifiche stilate dagli addetti ai lavori.

Così, nella città giapponese di Fukuoka si sono qualificate Mao Asada, Ashley Wagner e le quattro pattinatrici russe Julia Lipnitskaja, Adelina Sotnikova, Elena Radionova e Anna Pogorilaja. Akiko Suzuki si è posizionata come prima riserva, mentre la campionessa mondiale Caroline Kostner come seconda riserva.

Per la sezione maschile, i sei classificati sono nell’ordine Patrick Chan, i tre atleti giapponesi Tatsuki Machida, Yuzuru Hanyu e Daisuke Takahashi, seguiti dal russo Maxim Kovtun e dal cinese Han Yan. Come riserve sono stati classificati Nobunari Oda e Adam Rippon.

Non si sono avute sorprese, per quanto riguarda la danza su ghiaccio, nella classificazione delle coppie. Si sono infatti qualificate la coppia Davis/White, Virtue/Moir, Bobrova/Soloviev, Péchalat/Bourzat, Weaver/Poje e Cappellini/Lanotte, che rappresentano le prime sei coppie che si erano già qualificate durante gli ultimi campionati mondiali. Dominano la scena del pattinaggio a coppie Volozohzar/Trankov e Savchenko/Szolkowy, le cui riserve sono costituite dalle coppie Sui/Han e Berton/Hotarek.

Nonostante l’alta professionalità degli atleti e l’interesse del pubblico a partecipare alle competizioni del Grand Prix, si è aperta una polemica sui costi sostenuti dai comitati organizzatori, i quali vorrebbero ridurre, in misura considerevole, le spese organizzative e pubblicitarie, oltre a quelle che necessariamente devono essere sostenute per premiare i primi classificati.

Ciò nonostante, il vero significato del Grand Prix non è certamente quello di risparmiare ad ogni costo, ma di dare invece ad ogni atleta meritevole la possibilità di  presentarsi sull’arena internazionale e di rendere visibile la disciplina del pattinaggio artistico su ghiaccio attraverso azioni di marketing e di pubblicità. Non si possono certamente nascondere le difficoltà organizzative relative al Grand Prix, legate anche alle procedure di invito degli atleti, che, per partecipare alle diverse competizioni, devono necessariamente ottenere l’approvazione della loro Associazione di Pattinaggio, nonché la disponibilità degli allenatori, con tempi d’attesa a volte talmente lunghi da non permettere una concreta partecipazione alle competizioni da parte dell’atleta stesso.

Non bisogna tuttavia dimenticare che al Grand Prix partecipano e parteciperanno sempre più spettatori, la cui esigenza sarà proprio quella di prendere parte ad una manifestazione in piena regola e che non sia di durata troppo breve per mancanza di atleti.

 

 

 Pag. 23

I campionati berlinesi

Articolo a cura di Manuela Buyny

 

I campionati berlinesi di pattinaggio, simboleggiati dal grande orso, mascotte della città di Berlino, rappresentano una tradizionale competizione del pattinaggio artistico tedesco. Nello stadio Erika-Hess di Berlino però, gli spettatori sono sempre di meno, a causa dello scarso interesse verso questa disciplina, della mancanza di pubblicità e dell’enorme offerta di attività ricreative che offre la capitale tedesca.

Tuttavia, la scarsa partecipazione di pubblico non influisce sulle performance delle atlete e degli atleti tedeschi che si distinguono, in ogni caso, sia per le loro prestazioni atletiche di alta qualità, sia per i loro programmi interessanti, avvincenti e piacevoli. Tra le atlete che attualmente si distinguono, è d’obbligo nominare la giovane quattordicenne Lutricia Bock di Chemnitz che, allieva del famoso allenatore Ingo Steuer, ha già dato prova di sé nel Grand Prix Juniores, ed è al momento l’unica pattinatrice tedesca in grado di eseguire, soprattutto nel salto, una vasta serie di combinazioni di altissimo livello. Una tecnica che Lutricia affianca alla straordinaria immagine che dà di sé al pubblico, unitamente ai programmi che sceglie per le sue competizioni.

Nella stessa categoria si può sicuramente annoverare anche Tina Helleken di Dresda con le sue performance di alto valore qualitativo.

Degna di nota è poi la concorrenza maschile con i suoi tre partecipanti.

Il campionato è stato vinto dal berlinese Paul Fentz che, avendo già tutte le caratteristiche di un campione di prima classe, ha vinto anche per merito della sua volontà di successo e della sua inflessibile assiduità negli allenamenti.

Lo segue Franz Streubel che di fronte al suo rivale, nonostante la sua bravura e la sua indiscussa professionalità, ha mostrato una mancanza di fiducia in se stesso, perdendo in tal modo l’occasione, almeno per ora, di farsi notare a livello internazionale.

Ma gli spettacoli che hanno avuto maggior successo di pubblico, nel corso dei campionati berlinesi, sono stati quelli di danza sincronizzata, in cui gli atleti hanno mostrato per la prima volta al pubblico i loro programmi.

Così il Team Berlin Novice ha danzato sulle note musicali del film “Merida” mentre il Team Berlin Juniors ha presentato il suo programma danzando “I’m alive” di Kamaliya. Particolarmente vivace è stato poi il Team Berlin 1 che  ha scelto un brano del gruppo rock AC/DC mettendo in scena uno spettacolo di sicuro  accattivante ma considerato dalla critica alquanto sfacciato.

Molti altri sono stati poi i programmi presentati dagli atleti che, con le loro performance di buonissima qualità, lasciano ben sperare in un futuro altrettanto vivace e promettente per il mondo tedesco del pattinaggio di figura.

 

 

Pag. 31

La scrittrice Lia Stern ha scritto il romanzo “Il collegio delle pattinatrici”

 

Questo breve romanzo dell’autrice Lia Stern è particolarmente interessante per i giovani che già praticano il pattinaggio, così come per coloro che vorrebbero intraprendere questa disciplina e avere più notizie, anche se romanzate, su questo argomento.

La vicenda si svolge in un collegio tedesco in cui vivono ragazze che hanno tra gli undici e i quindici anni. Come tutte le adolescenti, la loro vita è fatta di impegni scolastici, di intrecci amorosi e di amicizie, di preoccupazioni, di problemi con i genitori, ma anche di continui allenamenti. Queste adolescenti sono infatti campionesse in erba e, accanto alle loro quotidiane incombenze, il loro impegno è rivolto alla costante e assidua preparazione, costituita da faticosi e quotidiani allenamenti, che permetterà loro di prendere parte alle gare del loro sport preferito, e di anelare alla conquista dei campionati di pattinaggio artistico.

Il romanzo lo si può trovare sotto il codice: ISBN 978-3-7322-2107-3 per 10,50 euro in lingua tedesca.

 

Pag. 32

Art on Ice 2014 presenta: “Spettacolo pirotecnico in fantasia”

Articolo di Guido Dobbratz

 

Art on Ice è uno spettacolo straordinario e multicolore che vede protagonisti i campioni olimpici e i campioni mondiali di pattinaggio artistico, che danzano accompagnati dal ritmo della musica di stars musicali internazionali presenti in versione live sulla scena. Esso rappresenta uno degli spettacoli più seguiti e partecipati al mondo, ed è molto di più di un gala di pattinaggio.

Si tratta di una nuova visione e di una nuova concezione della creatività nell’ambito del pattinaggio artistico su ghiaccio, che considera come un unicum gli atleti, gli artisti e i coreografi.

Sarebbe infatti difficile, senza questo nuovo concetto di arte scenica in movimento, immaginarsi pattinatori di fama mondiale cimentarsi con le musiche del duo Synthie-Pop-Hurts, i cui brani ricordano la musica dei Depeche Mode, oppure con i brani della cantante svedese Loreen, vincitrice, con la canzone “Euphoria”, dell’Eurofestival nel 2012, o con le rappresentazioni del gruppo “Mummenschanz” (“Mummenschanz” è una compagnia teatrale svizzera, fondata nel 1972 da Bernie Schürch, Andres Bossard e Floriana Frassetto, che mette in scena spettacoli musicali di danza e mimo, interpretando le coreografie in maschera e con costumi  elaborati e surrealistici) che raffigura con le sue performance e il suo Teatro delle Maschere, l’apice della comunicazione mimica.

Oliver Höner, il direttore artistico di Art on Ice, con il supporto di Sean Chessman, direttore del team, ha sciolto ogni dubbio in proposito, spiegando che gli artisti sono stati scelti affinché creassero appositamente per Art on Ice uno spettacolo del tutto particolare, sperimentando così nuove espressività artistiche, e non solo sportive, insieme al team dei pattinatori.

Il canadese Sean Chessman, promotore di questo genere di spettacolo, aveva già lavorato in passato con stars mondiali quali Michael Jackson, Britney Spears e Prince; il fatto dunque che abbia accettato una collaborazione con il collega svizzero, dimostra quanto il direttore artistico di Art on Ice, negli ultimi diciotto anni, abbia fatto per conquistarsi la fama mondiale e per dare altrettanto lustro alla manifestazione Art on Ice.

Gli spettacoli di Art on Ice si terranno a Zurigo, dal 27 febbraio al 2 marzo, a Losanna, il 4 e il 5 marzo, e a Davos il 7 e l’8 marzo.

Ulteriori informazioni in merito sono visibili sul sito www.artonice.com

E’ possibile acquistare i biglietti già da ora direttamente online sul sito www.ticketcorner.ch

 

 

Pag. 33

Breve intervista al nuovo Presidente della Federazione Svizzera di Pattinaggio Thomas Häni

A cura di Albert René Kolb, corrispondente di Pirouette

 

A Settembre Thomas Häni è stato nominato Presidente dell’Associazione Svizzera di Pattinaggio da parte del Club dello Sport su Ghiaccio “Zürich-Oerlikon”. Inizia così, dopo la rinuncia di Roland Wehinger a proseguire nel suo incarico di Presidente dell’Associazione, una nuova era nella storia del pattinaggio artistico svizzero.

Albert René Kolb, corrispondente della rivista Pirouette ha intervistato il nuovo Presidente a pochi mesi dalla sua elezione. Riportiamo qui di seguito la breve intervista.

 

Pirouette: Signor Häni, era al corrente, prima della sua elezione a Presidente dell’Associazione, che Lei era l’unico candidato?

 

T. Häni: no, non lo sapevo

 

Pirouette: che cosa ha pensato subito dopo la sua elezione?

 

T. Häni: è una carica onorifica e ho provato certamente gioia e sollievo al tempo stesso. A dire il vero, non ho condotto la campagna elettorale in modo così intenso come forse avrei dovuto fare. Avevo semplicemente presentato la mia candidatura ad alcune rinomate associazioni di pattinaggio.

 

Pirouette: che cosa si aspetta ora?

 

T. Häni: mi aspetto moltissimo e so già quali sono le prerogative per soddisfare queste aspettative. Le fondamenta ci sono, così come è già in atto un programma di formazione delle giovani leve del pattinaggio di figura. Vogliamo infatti adeguare le direttive sportive dell’Associazione Svizzera di Pattinaggio a quelle dell’Ufficio Federale dello Sport, affinché se ne abbiano dei sicuri vantaggi per entrambe le parti.

 

Pirouette: quanto tempo pensa di dedicare a questo suo ruolo?

 

T. Häni:  penso di dedicare un buon 50% del tempo che in genere è previsto per un’attività lavorativa. Il Presidente bisogna pur vederlo!

 

Pirouette: la carica di Presidente influenzerà di molto la sua vita?

 

T. Häni: si, è proprio così.

 

Pirouette: grazie per l’intervista

___