PIROUETTE – Settembre 2013

Per questo numero, a cavallo fra l’Estate e l’Autunno, della rivista germanica due punti in premessa: uno in difetto, il ritardo nella sua pubblicazione, per il quale Piroette domanda scusa alle visitatrici ed ai visitatori; l’altro positivo, rappresentato dalla preziosa opera di traduzione da parte della signora Alessandra Leone, docente universitaria, di tre brani dell’edizione in parola che riteniamo di particolare interesse. Una buona lettura!

 

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Misteri estivi. Grandi sperperi e discussioni di boicottaggi negli Stati Uniti (Editoriale di Klaus-Reinhold Kany)

 

Dal resoconto che viene fatto da Klaus-Reinhold Kany, editorialista del mensile Pirouette, durante il suo viaggio estivo per le piste di pattinaggio del Nordamerica, emergono fatti interessanti, misteriosi ma anche inquietanti sull’atteggiamento e il comportamento degli allenatori in rapporto alla diffusione dei nuovi programmi sportivi di intrattenimento, in relazione alle ingenti spese sostenute dalle Federazioni di Pattinaggio, e in merito alle argomentazioni sui possibili boicottaggi durante le olimpiadi russe di Sochi.

Sembra infatti che non possano essere resi noti ai giornalisti, o a chiunque ne voglia fare richiesta per scopi professionali o semplicemente personali, né i programmi della nuova stagione, né la musica che verra’ scelta. Forse per motivi di concorrenza tra gli stessi allenatori e tra gli atleti; ognuno vuole esprimere il meglio di se.

Per esperienza diretta infatti, allo stesso editorialista Klaus Kany, durante il suo soggiorno canadese, non è stato permesso, proprio dalla Federazione di Pattinaggio canadese, di intervistare l’atleta Patrick Chan, affermando che non era ospite gradito.

Lo stesso atteggiamento diffidente e’ stato tenuto dagli allenatori di Toronto quando Klaus Kany ha voluto incontrare l’atleta giapponese Yuzuru Hanyu. Per poterlo intervistare e’ stata infatti necessaria l’approvazione ufficiale della rappresentanza della Federazione di Pattinaggio giapponese a Toronto.

Per quanto riguarda lo sperpero di risorse finanziare, il direttore della Federazione Sportiva Americana Mitch Moyer, ha reso noto che, nel corso dei giochi olimpici, i suoi pattinatori trascorreranno a Sochi pochissimo tempo, in quanto gli allenamenti si svolgeranno a Graz, in Austria, e gli atleti si sposteranno a Sochi solo per le gare, con un ragguardevole e inutile dispendio di energie e di risorse finanziarie.

Alla domanda posta da Klaus Kany sull’importanza, per gli atleti, di partecipare alle olimpiadi attivamente “sul campo”, rinvigorendo anche i contatti professionali con altri sportivi, il direttore americano ha messo in evidenza che gli atleti non dovrebbero considerare le olimpiadi come un’avventura, ma devono allenarsi in un ambiente che offra loro le migliori condizioni, evitando così possibili inconvenienti o distrazioni, e battersi per ottenere piu’ medaglie possibili.

Tuttavia, l’argomento di maggior discussione negli Stati Uniti in merito alle olimpiadi di Sochi, e’ stato il possibile boicottaggio delle stesse olimpiadi e il conseguente riaffiorare delle tensioni tra Stati Uniti e Russia.

Alcuni politici americani avrebbero voluto punire la Russia per aver concesso l’asilo politico a Edward Snowden.

Tuttavia questa richiesta non ha trovato seguito, poiche’ altri erano i pretesti americani per un possibile boicottaggio delle olimpiadi, in particolare la non osservanza, da parte della Federazione Russa, delle leggi fondamentali che sanciscono i diritti umani, soprattutto in relazione all’omosessualita’.

E’ infatti risaputo che in Russia, alle persone dello stesso orientamento sessuale e’ riservato un trattamento diverso rispetto al modo in cui verrebbero considerate nella maggior parte degli Stati occidentali.

Cio’ nonostante, la scelta degli atleti di partecipare alle olimpiadi resta sempre una scelta libera e indipendente dalle considerazioni dei politici e dai giochi di potere delle nazioni.

Ora la grande speranza di tutti, supportata anche dal presidente americano Barack Obama, che si e’ chiaramente espresso contro un possibile boicottaggio di Sochi e indirettamente della Federazione Russa, e’ che nessuno venga punito o subisca discriminazioni, e che i giochi possano iniziare nel rispetto delle singole nazioni e dei loro atleti.

 

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Evgeni Plushenko. “Volevo appendere i pattini al chiodo”

 

Evgeni Plushenko (30) con le sue tre medaglie olimpiche (un oro e due medaglie d’argento), tre titoli di campione mondiale e otto titoli di campione europeo, e’ uno dei pattinatori artistici su ghiaccio di maggior successo nella storia. L’ultima sua grande meta sono i giochi olimpici invernali di Sochi.

 

La grave caduta di Evgeni Plushenko, in seguito alla quale il grande pattinatore russo e’ stato sottoposto ad una difficile operazione alla schiena, alle ginocchia e ad altre parti del corpo, non gli ha tolto la speranza di potercela fare e di ritornare vincente sulle piste di pattinaggio.

Non sarebbe veritiero se non ammettesse, in particolare dopo aver subito l’operazione alla schiena, di non aver sofferto fisicamente, moralmente e psicologicamente, e di non aver pensato di lasciare tutto e di appendere al chiodo i suoi pattini.

Il suo forte desiderio di superare il dolore, superando nel contempo se stesso, nella vita professionale cosi’ come nelle avversita’, la speranza che i suoi fans riponevano in lui, di poterlo nuovamente rivedere, e l’affetto e la vicinanza della moglie, lo hanno fatto desistere dal suo intento di rinunciare ad essere il campione di sempre.

Ha dovuto iniziare tutto da capo, Plushenko, considerando possibile cio’ che gli pareva impossibile: indossare i pattini e cercare di camminare sui pattini come fosse un principiante.

E’ stata la prova piu’ grande e difficile di tutta la sua vita, una prova in cui la moglie, con i suoi consigli, le sue incitazioni e la sua fiducia in lui, ha avuto un ruolo determinante.

Lo ha messo di fronte alla concreta possibilita’ che ce l’avrebbe fatta, e in questa sua convinzione, ha voluto mostrare al marito un film che doveva essere per lui il trampolino di lancio per un suo ritorno al pattinaggio professionale: “La leggenda del numero 17”. Un film sulla vita di Charlamov, fantastico giocatore di hockey su ghiaccio, che giocava nonostante avesse un’ossatura così fragile da non rendere possibile, a detta di molti esperti, uno sport come l’hockey.

Da 26 anni nello sport, Evgeni Plushenko e’ da 15 anni al vertice nelle classifiche di campione nazionale, europeo e mondiale. La sua debolezza fisica, dopo la caduta, è stata quella di dover mantenere sempre la sua mente e il suo corpo sotto controllo, e la sua debolezza psicologica era quella di mantenere sempre alto il livello di professionalita’ raggiunto.

Ora queste barriere paiono superate e, anche se non del tutto, sono superate al punto di poter presentare un breve programma a Pinzolo dal titolo: “Una ragazza come te” la cui musica, tratta dal film russo “Venuti dal futuro”, appartiene al gruppo ucraino Okean Elzy, noto sia in Russia che in Ucraina.

Plushenko ha scelto le note e le parole di questa canzone poiche’ ha riconosciuto in esse quel movimento interiore di cui aveva bisogno, l’unico movimento che avrebbe potuto esprimere appieno, e che comprendeva in sé tutto cio’ che era a lui vicino in quel momento: l’esperienza della vita, il dolore, la compassione, l’amore. 

Da questa esperienza e’ nata l’idea di creare nuove coreografie su basi musicali di programmi gia’ presentati. In questo modo si potrà rivedere quello che Plushenko considera “il meglio di me stesso”: un putpourri in cui da Scherazade a Nijinskij, dalla Tosca all’Adagio di Albinoni al Tango, ognuno potra’ vedere nella veste che gli sara’ piu’ congeniale, il proprio Evgeni Plushenko.

 

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Plushenko & Co a Pinzolo. Servizio dall’Italia di Tatjana Flade

 

Il leggendario allenatore Alexei Mishin ha tenuto a giugno e a luglio il suo tradizionale campo estivo a Pinzolo, cittadina del nord d’Italia. Con lui c’erano anche i suoi tre pattinatori migliori, Evgeni Plushenko (intervista a pag. 6), Lisa Tuktamysheva e Artur Gachinski, ma anche molti altri talenti in erba provenienti da Pietroburgo, dall’Austria, dalla Georgia, dalla Bulgaria e da altri paesi.

 

La cittadina di Pinzolo ha ospitato nell’estate di quest’anno, per sei settimane, non solo l’allenatore Alexei Mishin con la moglie Tatjana, ma anche gli assistenti Oleg Tataurov e Vakhtang Murvanidze che, in qualita’ anch’essi di allenatori, hanno seguito gli sportivi di Mishin.

Nonostante la stanchezza degli atleti durante gli allenamenti, che, oltre a quelli relativi alla specifica disciplina, comprendevano anche allenamenti di atletica leggera, nonche’ partite di calcio e di golf, Mishin ha cercato di mantenere viva la perseveranza e la costanza dei suoi atleti. La loro stanchezza infatti era anche dovuta alla differenza climatica tra San Pietroburgo e Pinzolo.

Su invito di Mishin, era presente a Pinzolo anche il canadese Jeffrey Buttle in qualita’ di coreografo e di raffinato pattinatore artistico su ghiaccio, affinche’ lavorasse accanto a Lisa e ad Artur. La sua abilita’ tecnica e i suoi consigli pratici sono stati molto apprezzati sia da Mishin che da Lisa e Artur.

Da parte sua invece, la sedicenne Lisa Tuktamysheva, appassionata di musica spagnola, ha scelto, per un suo breve programma, di danzare al ritmo della musica latinoamericana; mentre Artur Gachinski, sulle note della nuova versione cinematografica di Anna Karenina, ha voluto interpretare, nella sua danza su ghiaccio, la figura dell’amante di Anna Karenina.

Un’interpretazione ambiziosa per il giovane talento russo, che e’ certamente consapevole del suo processo di maturita’ e di crescita professionale e che proprio a Pinzolo ha trovato il suo fertile terreno per la dimostrazione concreta delle sue capacita’.

I pattinatori russi, Plushenko, Gachinski e Tuktamysheva, al termine della loro permanenza a Pinzolo, hanno reso omaggio al loro pubblico presentando un breve programma dal titolo “Una ragazza come te” del gruppo ucraino Okean Elzy. Accanto alle tre star russe e alle nuove leve di giovani pattinatori russi, erano presenti anche famosi atleti austriaci tra i quali Laura Rabensteiner, Laura-Sophie polzhofer, Ines Wohlmuth e Newan- David Rondon.

 

 

 

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