#5 THE END

E alla fine tutto è bene ciò che finisce bene!

Sono quasi esausto.

Una stagione pazzesca per tantissimi motivi. Si può parlare di emozioni, colpi di scena, sorprese, gioie. Alla fine, guardandosi alle spalle e analizzando un po’ quello che abbiamo

vissuto, vedo lo scorrere di molte immagini. Sempre presenti i volti dei nostri beniamini italiani, Carolina, Anna e Luca, Stefania e Ondrej e sullo sfondo le arene degli eventi di questa stagione.

Si parte col ricordarne alcune. Skate Canda, America, Parigi, Giappone, Budapest, Sochi e di nuovo Giappone e tutte le altre, gare internazionali comprese.

Incredibile come abbia ancora negli occhi i colori delle tute, le luci e gli sfondi del Kiss&Cry

e il ghiaccio bianco.

Ma ancora riesco a vivere, in maniera però un po’ ovattata, le emozioni dei Campionati del

Mondo 2014 di Saitama.

La notizia che ha rotto la tranquillità di un piacevole sabato mattina italiano è stato l’ORO!

Si, l’oro! Inaspettato, sperato, cercato, lottato, troppo lontano, ma mai stato così vicino e, per briciole di punti, conquistato!

E qui i lottatori, che mai hanno smesso di lottare nonostante una carriera impegnativa e segnata anche da momenti meno piacevoli, sono Anna Cappelini e Luca Lanotte. Campioni del Mondo!

Sono andato in giro urlando “Siamo i Campioni del Mondo!”

Tutti un po’ meravigliati dal mio comportamento. Ma ragazzi, sono un danzatore! Ho visto Anna e Luca crescere. Abbiamo passato un sacco di anni condividendo ore di allenamento sul ghiaccio o a secco seguiti dai nostri allenatori Paola Mezzadri e Roberto Pelizzola. Una gioia pazzesca, mi ripeto! Di Anna lo abbiamo sempre saputo che possedeva ottime carte da giocare. Luca, col tempo ha dimostrato di essere un pattinatore di talento e completo. E finalmente il gradino più alto del podio!

Complimenti a questi due atleti che hanno dalla loro parte una capacità espressiva incredibile. Due programmi eseguiti con un’energia impressionante e con una sicurezza notevole. Poche volte mi sono sentito così tranquillo nel vederli all’opera. Sarà perché li conosco, sarà perché sono italiano e spero sempre il meglio! Ma a questo giro hanno sbancato!

Questo Mondiale è iniziato in sordina. Completamente comprensibile. Infatti, gli atleti erano reduci dalle appena concluse Olimpiadi ed era ovvio riscontrare in loro un po’ di stanchezza. A volte sono sembrati distratti e addirittura sotto tono, ma arrivare ai Mondiali dopo tutto quello che è successo....signori, comprensibile. Per cui risultati a volte scontati e clima molto disteso.

Un aspetto da non sottovalutare è , inoltre, che solitamente i Mondiali che seguono i Giochi Olimpici vivono l’assenza dei Campioni. Magari proprio quelli che alle Olimpiadi hanno ottenuto i risultati migliori. Così il Mondiale rappresenta un po’ l’occasione, per chi è sempre stato a ridosso del podio di portare a casa delle medaglie, e alle giovani leve di iniziare a farsi conoscere in ambito internazionale. Per quanto riguarda il primo caso colloco Cappellini - Lanotte, campioni, e Wiver – Poje (Canada), secondi per un soffio, coppia meravigliosa ma che quest’anno non mi hanno dato la sensazione di essere così incredibili come qualche stagione fa.

Per i Maschi, il podio ha visto il Giappone confermare la sua egemonia. Yuzuru Hanyu vince ancora, dopo le Olimpiadi, e a questo punto credo che non ci sia più la possibilità per nessuno di imporsi. O comunque è così che sembra. Yuzuru è arrivato e, per il suo talento artistico e tecnico, incredibile la facilità con cui salti e pattini, ha vinto tutto mettendosi alle spalle pattinatori straordinari che solcavano i palchi del pattinaggio da molto più tempo vincendo in continuazione.

Non voglio stare qui, ora, a parlare di ogni singolo podio e dei pattinatori dei tre gradini.

Voglio dirvi cosa mi è rimasto. Cosa penso.

Ed è per questo che dico Ivan Righini. Ma dov’era? Va bene, non è italiano, però molto interessante.

Mi sorprende come l’Italia non riesca ad avere una piccola armata di maschi pronti ad affrontare la gare più difficili e debba, quindi, sperare che qualche ottimo pattinatore straniero, che nella sua nazione non riuscirebbe a qualificarsi per il circuito internazionale, si proponga di vestire il tricolore. Mah...!

Carolina superba! Un corto da brivido! Da manuale del pattinaggio sul ghiaccio! No, anzi, da storia dell’arte. Si perché un’Ave Maria così non ne vedremo più! Totale! Sotto ogni punto di vista! Ci inginocchiamo a Carolina, nostra Regina, che ci ha donato così tante soddisfazioni e che con estrema semplicità e educazione ha voluto condividere con tutti i suoi fan una carriera che chiunque avrebbe difficoltà a sognarla solamente.

 

Stagione 2013/2014 verso la prossima.

Cosa ci possiamo aspettare dall’Italia?

Cosa vedremo?

Di quali cambiamenti saremo testimoni?

Seguitemi e lo scoprirete!

 

Stay on the edge

Fabrizio

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