Le piroette di Marcella

America … che passione!

America ... che passione!


Ciao a tutti! Eccomi qui, di nuovo a scrivere, dopo un po’ di attesa dovuta a impegni universitari…

 

Come ho detto, America … che passione!

 

È risaputo che il pattinaggio in America, oltre che andare a gonfie vele, sia anche molto molto popolare. Beh la scuola americana, che personalmente conosco bene perché mi sono allenata lì per molte estati insieme alle mie allenatrici, è molto valida ed anche molto organizzata; negli Stati Uniti sorgono piste in ogni dove, soprattutto negli stati principali se ne possono contare diverse anche in città non particolarmente famose, ed ogni stadio del ghiaccio è dotato oltre che di una o più piste, anche di ottimi spazi attrezzati per la palestra o “workout” per dirla come loro.. USA.american-dream

Per anni, estati ed estati, ho avuto la fortuna di trascorrere uno o più mesi nel palaghiaccio di Newark, presso la University of Delaware, e sono sempre stata affascinata da tutto quello che c’era, a partire dall’organizzazione delle ore, o “ice sessions”, suddivise per livello e specialità dei pattinatori, in modo da consentire di avere sessioni più o meno affollate a seconda di chi doveva usufruirne; o la collaborazione con chi invece si occupa del “workout”, come ho detto sempre all’interno della struttura, capace di incastrare perfettamente tra di loro ore di allenamento sul ghiaccio e ore di palestra, durante le quali i macchinari più strani e gli attrezzi più o meno faticosi sono utilizzati per migliorare le prestazioni in pista degli atleti e le loro capacità fisiche… Lì ciascun atleta, di qualsiasi livello o bravura, ha un programma preparato apposta per lui che comprende ore sul ghiaccio, sessioni di balletto e ore di palestra ogni giorno, e sa che se lo seguirà con dedizione, i miglioramenti si vedranno.



 

Perché a mio parere, il metodo americano è molto razionale, quasi una formula matematica di correzioni, diversificazione degli allenamenti, palestra, lavoro lavoro e lavoro…insomma, una ricetta che seguita alla lettera e con impegno darà i suoi frutti facendo migliorare sia la campionessa che prova i tripli, sia la bambina un po’ in carne che magari ha iniziato da poco a fare il suo primo salto del tre…

 

Proprio in questi giorni sono venuti a Torino contattati dalla mia società Jeff e Barbara, due degli insegnanti che lavorano nella pista di cui ho parlato prima, in Delaware, con cui la P.A.T. collabora da tanti anni, per fare un mini-stage di una settimana agli atleti della società.

In pista si respirava un’aria di novità, tutte le bambine erano emozionantissime chi di conoscere, chi di rivedere questi allenatori che venivano da così lontano…L’America! C’era chi per l’occasione sfoggiava il suo tutù più bello, chi invece raccoglieva i capelli in un laccatissimo chignon senza lasciar scappare fuori nemmeno un ciuffettino di capelli, chi durante la lezione dava il meglio di sé pattinando come una vera campionessa e riuscendo in salti molto difficili in modo del tutto inaspettato…

 

Questi allenatori sono bravissimi, non c’è dubbio, ma per risultati del genere avrebbero dovuto munirsi di una bacchetta magica! Io penso invece che sia stata la presenza di allenatori provenienti da un posto che ha sfornato grandi campioni, un posto così lontano e invidiato come l’America, a non fare altro che essere da stimolo per queste bambine per tirare fuori il massimo della loro grinta e dare ciascuna il meglio di sé per dimostrare le proprie capacità e bravura, e magari per avere il permesso anche loro, un giorno, come alcune delle loro compagne, di andare a trascorrere l’estate allenandosi in quella lontana e bellissima America!

 

Marcella