Le piroette di Marcella

Valeria Mosso si racconta

1Ed eccoci qui, a pochi giorni dallo svolgimento dei Campionati Italiani di figura delle categorie Juvenile e Novice che si sono svolti a Torino nel bellissimo stadio olimpico del Palavela lo scorso week end!

 

Come già detto all’interno del sito di Piroette, spicca il risultato di una giovane Torinese, Valeria Mosso, che ha conseguito un ottimo risultato eseguendo una splendida performance con la quale ha ottenuto il 3 posto nella categoria Juvenile…

Un meritato podio oltre che impegnativo traguardo per Valeria, un’atleta ed una ragazza che conosco bene perché ho condiviso con lei per un po’ di tempo la stessa pista degli allenamenti di Torino, pur appartenendo a due società sportive diverse, ma dividendo la stessa passione.. Purtroppo non sono riuscita a seguire personalmente la gara ma dai racconti e dagli articoli letti sul suo successo posso davvero farle i complimenti perché è una ragazza così gentile dolce e solare, che ha dentro di se una grande grinta che è riuscita a tirare fuori appieno in questa gara!

 

Ed ecco perché ho deciso di contattarla e di farmi raccontare qualcosa di lei, della sua vita e di cosa ha significato questo successo… Insomma, l’ho bombardata di domande alle quali lei ha risposto in modo molto carino e sincero accogliendo con entusiasmo l’idea di raccontarsi a cuore aperto a me e a voi lettori..

 

Ma lasciamo spazio alle mie domande e soprattutto alle parole di Valeria!

 

- Raccontaci un po’, a pochi giorni dalla fine del tanto atteso Campionato Italiano che si è chiuso in bellezza con un’ottima TERZA POSIZIONE, ti senti soddisfatta del risultato raggiunto? E come ti sei preparata per questa gara, su cosa hai puntato maggiormente?

Questo era il mio secondo anno in categoria Juvenile ed era tanta la voglia di fare meglio della stagione passata ( 8’ posto ai campionati italiani di Como). Nella prima gara nazionale a Cortina ho ottenuto un 4 posto, a Merano sono riuscita per la prima volta a eseguire in gara il doppio axel, elemento obbligatorio per passare in Junior, arrivando 2’ come il mese seguente a Trento.
Quindi sono arrivati i Campionati… sapevo di poter concludere questa bella stagione al meglio, ma la gara è la gara e può sempre succedere di tutto. Sono molto soddisfatta del mio programma lungo, in cui sono riuscita a migliorare il mio punteggio e del risultato in classifica, in quanto stimo molto le avversarie, che a inizio stagione mi sembravano irraggiungibili.

Io e la mia allenatrice, Silvia Gandolfi ( fotografia in basso ), abbiamo deciso di inserire due doppi axel nel programma lungo, una scelta rischiosa, ma che mi ha permesso di salire sul podio. Ho lavorato molto anche sulle trottole che nelle gare precedenti avevano dato qualche problema.

 

- Beh, di certo un bel traguardo , sèguito di una progressiva crescita avvenuta durante tutto l’anno! La gara si è tenuta al Palavela, so cosa significa gareggiare “in casa”, se da una parte è bello ed emozionante, dall’altra può dimostrarsi un’ulteriore fonte di tensione.. Tu come l’hai vissuto?

Ho temuto tutto l’anno questi campionati proprio per il fatto che si sarebbero svolti al Palavela, sicuramente uno degli impianti più belli in Italia, ma che allo stesso tempo è un’altra fonte di tensione. In realtà una volta in pista, la voglia di far vedere a tutti quello che sapevo fare ha avuto la meglio su ogni paura e ora sono felice di aver ottenuto proprio lì, davanti a tutti i miei amici e parenti, un risultato così importante.

 

- Ora che il Campionato è finito stai già pensando alla prossima stagione…Stai già lavorando per apportare cambiamenti, magari inserire dei salti tripli?

Sì con il mio coreografo pensavamo di tenere il programma corto perché mi piace particolarmente e cambiare il libero.

L’estate scorsa ho iniziato a provare i primi salti tripli e pensavamo di inserire il triplo salchow già dalla prossima gara. Comunque la cosa più importante per me è continuare a migliorare; grazie ai punteggi ottenuti questo anno e al doppio axel, il prossimo anno sarò in Junior, una categoria molto dura. Spero di riuscire ad affrontare al massimo ogni gara e sono per pronta per tutto quello che arriverà.

 

 - Tralasciando per un secondo la gara, raccontaci un po’ del tuo passato… A che età hai iniziato a pattinare, e cosa ti ha spinto a farlo?io e silvia a merano ) (Small)

Ho iniziato a pattinare su rotelle perché la pista da ghiaccio non era compatibile con le logistiche della mia famiglia perché troppo lontana, ma dopo le Olimpiadi del 2006, già in seconda media, sono riuscita a spostarmi al Tazzoli di Torino. Il pattinaggio è uno sport molto complesso e per questo motivo è necessario iniziare da molto piccoli, così a quell’età sembrava possibile solamente iscriversi a corso per imparare a pattinare, ma non era quello che desideravo. La mia allenatrice mi dice di aver notato qualcosa in me e da quel giorno, sotto la sua guida, non ho mai smesso di allenarmi per raggiungere i miei obiettivi.

 

- Come vivi e riesci a conciliare la tua vita sportiva con quella da teenager? qualche volta senti il peso dell'impegno sportivo che hai oppure riesci sempre a viverlo con serenità?

Sono al quarto anno di liceo classico e trovo veramente difficile conciliare la scuola con lo studio. Sicuramente il pattinaggio occupa la maggior parte del mio tempo, ma ci tengo alla scuola e sto cercando di andare avanti in entrambe le direzioni. Non è una cosa semplice, ma finché riesco non vorrei arrivare al punto di scegliere. L’impegno sportivo è assoluto a tal punto da diventare la nostra vita, tutti ragazzi che scelgono di dedicarsi allo sport sono costretti a rinunciare ad alcuni aspetti della vita di tutti i teenager, ma sono sicura di fare ciò che mi piace e questo mi rende felice.

 

- Mi sembra un’ottima risposta, che lascia trasparire quella che secondo me è la vera realtà dello sport: fare la ciò che si ama, senza percepire il peso di rinunciare a qualcos’altro, proprio perché lo si fa con il cuore!

Per concludere ti chiedo chi sono le persone che più di tutte ti sostengono e ti sono vicine nella tua vita da atleta..

Sicuramente la mia famiglia, che mi sostiene da tutti i punti di vista, aiutandomi a coltivare la mia passione, supportandomi e ricordandomi sempre quali sono le cose importanti, poi la mia allenatrice senza la quale tutto questo non sarebbe possibile, spronandomi a dare il massimo e a vivere al meglio questo sport e sicuramente i miei amici, che condividono con me ogni momento della mia vita.

 

Beh non c’è molto da aggiungere se non fare gli “in bocca al lupo” a Valeria per tutto quello che le riserverà il futuro e ovviamente ringraziarla per essersi sottoposta alle mie domande!

 

A prestissimo,

Marcella

 

"p.s. Auguri a tutte le donne"

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