Arianna Secondini

5 domande ad Arianna Secondini (RaiSport)


arianna secondini


Attraverso i canali RAI Sport da tempo accompagna la visione dei principali eventi del pattinaggio di figura a livello nazionale (Campionati Italiani) ed internazionale (tappe Grand Prix Isu, Campionati Europei e Campionati Mondiali): la signora Arianna Secondini risponde a cuore aperto a 5 temi, non scontati, proposti da Piroette.

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1) Il pattinaggio di figura è una fra le poche discipline sportive a livello internazionale che, annualmente, è in grado sotto gli aspetti organizzativo, economico e finanziario, di annoverare i Campionati Continentali (gli Europei per l’’Italia) e quelli Mondiali. Si cementa così una sorta di grande famiglia fra i diversi attori, che si auto-rigenera (i bimbi addetti alla raccolta dei cadeau in pista che diventano prima atleti, e poi istruttori o coreografi, od ancora dirigenti), e che si dà appuntamento di anno in anno. Secondo Lei, questa peculiarità del pattinaggio di figura contribuisce a lenire quel senso di nostalgia che si prova quando viene spenta l’ultima luce la domenica sera a Gala concluso?

A.S.: Più che nostalgia, direi attesa.
Perché sai che una sfida si e' appena conclusa, ma un'altra sta per iniziare.
Guardi i grand prix e pensi a come i pattinatori europei che vi hanno preso parte ,sapranno confrontarsi nel loro campionato.

Segui gli europei e immagini  come potranno i vincitori inserirsi nella gara ai mondiali.
E un assaggio della competizione iridata puoi già averlo nei four continents.
La nostalgia ti assale solo alla fine del gala del mondiale, ma il ricordo delle emozioni vissute ti aiuta ad aspettare la nuova stagione.

Certo e' uno sport particolare avendo ogni anno tutti i campionati, ma forse proprio per questo merita  grande rispetto.

Ogni anno tutti si rimettono in gioco e per gli atleti e' una fatica immensa, anche se penso che tutto ciò sia  altamente stimolante.

 

2) Arianna, la “questione del caro-energia” è destinata a farsi sentire sempre di più nei confronti di quei segmenti della impiantistica sportiva di base (avviamento alla pratica motoria) che, per poter funzionare, impiegano volumi energetici significativi come nella fattispecie delle piste ghiaccio.

Piroette sostiene il Comitato promotore no-profit “Glaciazione Italia Fotovoltaica – GIFV” che, da alcuni anni, cerca di sensibilizzare le istituzioni in merito alla necessità di agevolare la realizzazione di piste ghiaccio alimentate da energie rinnovabili (solare in testa). Il suddetto ente no-profit ha presentato in Parlamento un emendamento integrativo in tal senso sia al testo del famoso “Decreto stadi”, che a quello del meno conosciuto “Decreto impianti sportivi di base”, da tempo fermi entrambi presso Camera dei Deputati e Senato della Repubblica.

Arianna, Lei è a conoscenza di questo delicato tema che interessa da vicino anche il mondo del pattinaggio di figura e, in caso affermativo, secondo Lei che cosa potrebbero fare i mezzi di informazione per richiamare l’attenzione?


A.S.: No, sinceramente non ne ero a conoscenza. So quanto sia costoso un impianto per il pattinaggio sul ghiaccio.
Certo il problema andrebbe affrontato,segnalato ripetutamente alle redazioni giornalistiche.

 

 

3) Il mondo italiano della danza (inteso come balletto classico) è entrato in un ciclo depressivo a trecentosessanta gradi. Secondo Lei il pattinaggio di figura, ed in particolare la danza su ghiaccio, questa eredità intangibile di Torino 2006 che continua a crescere in termini di successo, di audience, potrebbe proporre iniziative, programmi, forme di cooperazione per cercare di contribuire a rilanciare quello che in Mosca sembra essere uno stadio inevitabile per accedere all’eccellenza sul ghiaccio?

A.S.: Da sempre penso che debba esserci uno stretto legame tra il mondo della danza e il pattinaggio.
Gli atleti comunque sempre di più si rivolgono alle scuole di danza per migliorare le proprie capacità.
Non penso che il balletto classico stia morendo, anzi. Abbiamo tradizioni straordinarie (su tutte la Scala e il Teatro dell'opera di Roma), interpreti di fama a livello mondiale che danno lustro all'Italia.

Forse sarebbe bello vedere un Roberto Bolle in allenamento con uno dei nostri atleti, o i ballerini della Scala aprire il loro fantastico mondo alle coppie di danza e artistico.

Un sogno?

 

4) Nel Febbraio del 2014 la Russia ospiterà i Giochi Invernali in Sochi. La prima volta di un Paese dell’Est Europa. Ricordo l’edizione 1990 dei Campionati Europei di pattinaggio di figura in Leningrado. Erano i tempi in cui i fratelli franco-canadesi Isabelle e Paul Duchesnay assediavano la mitica potenza sovietica della danza su ghiaccio (Marina Klimowa e Sergei Ponomarenko, Maia Usowa ed Alexandr Zhulin…). Nella imponente e grigia cattedrale polivalente nel sud della metropoli sfilavano parti di quella società sovietica in decomposizione, sciamante inconsapevolmente verso una nuova era: vecchi e bimbi, alti burocrati e graduati con famiglie al seguito.

Arianna, Lei nell’Aprile scorso ha trasmesso dalla Megasport Arena in Mosca i Mondiali 2011: ci può fotografare il pubblico russo dentro e fuori la sfavillante struttura moscovita venti anni dopo?

 

A.S.: E' un pubblico estremamente competente che ha seguito con passione tutti i pattinatori, sostenendo non solo quelli di casa.

L'atmosfera era quella delle grandi occasioni e la Russia ha dimostrato di poter organizzare in tutta fretta un mondiale dopo la tragedia che ha colpito il Giappone.

E del pubblico russo mi e' piaciuto anche il modo in cui hanno accolto proprio  gli atleti giapponesi.

Penso che anche per i pattinatori sapere di esibirsi davanti  a una platea che conosce e ama così tanto questo sport sia stato entusiasmante.

I Giochi Olimpici a Sochi, sono certa, saranno un successo.

 

5) Arianna, come si immagina il pattinaggio di figura fra 25 anni, nel 2036: il salto quadruplo sarà il minimo sindacale? Cinesi e Giapponesi raggiungeranno il quintuplo? Anche nel pattinaggio artistico si potrà utilizzare una base vocale? Il pubblico parteciperà alle competizioni votando a mezzo sms od in un modo inter-attivo? La creatività porterà ad un pattinaggio più acrobatico? A nuovi salti, a nuove figure? Saranno introdotte competizioni di soli salti? Nasceranno nuove discipline ispirate per esempio al “duo” del nuoto sincronizzato? Il pattinaggio sincronizzato entrerà nei programmi degli eventi internazionali di pattinaggio di figura? O più semplicemente lo sport e l’arte continueranno a coesistere – la tecnica, la musica, la coreografia … - come sempre?

 

A.S.: Il pattinaggio è pura magia e spero che questa rimanga sempre alla sua base.

Il quadruplo è già il minimo sindacale nelle gare maschili e non si tornerà più indietro.
Per quanto riguarda la musica, penso che quella vocale andrebbe bene anche nelle coppie d'artistico, ma non per ladies e men: disturberebbe.

E non vorrei che la danza diventasse acrobatica, perderebbe la sua essenza. Il pubblico rimarrà spettatore, difficile esprimere un giudizio senza avere i mezzi dei giudici.

 L'arte e lo sport devono continuare a coesistere.